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Agenda

Giovedi 10 aprile in serata

Comizio a Sciacca;

Venerdi 11 aprile ore 10

Incontro con i precari contrattisti del Comune di Ribera;

Venerdi 11 aprile ore 22

Comizio di chiusura della campagna elettorale Piazza S.Pellegrino Ribera

 

 

 

Iniziative

Rita Borsellino e Anna Finocchiaro a Ribera

Agenda

Mercoledì 2 Aprile ore 18,00
Convegno: La Sinistra L’Arcobaleno e un modello alternativo di sviluppo per la Sicilia
Interviene la deputata
Daniela Dioguardi

Mercoledì 2 Aprile ore 19,00
 Incontro con gli agricoltori a San Giovanni Gemini; 

Mercoledì 2 Aprile ore 21,00
 Incontro con gli elettori a Calamonaci;

Giovedì 3 Aprile ore 18,30
 Incontro con i produttori agricoli a Sciacca;

Giovedì 3 Aprile ore 21,00
Presso il Cine Teatro Lupo, Piazza Castello Ribera

Iniziativa con

Anna Finocchiaro e Rita Borsellino

Venerdì 4 Aprile ore 19,00
 Incontro con gli agricoltori a Racalmuto (Castello Chiaramontano);

Domenica 6 Aprile ore 21,00
Comizio ad Alessandria della Rocca

Lunedì 7 Aprile ore 19,00
Presso il Comitato Elettorale Corso Umberto N°45 Ribera

Convegno: La Sinistra L’Arcobaleno incontra gli Agricoltori

Interverranno:
Sen. Concetto Scivoletto
(Ex Presidente Commissione Agricoltura al Senato)
On. Massimo Fundarò
(Capolista La Sinistra l’Arcobaleno alla Camera)
Giovanni Caruana
(Candidato All’ARS)
Pippi Di Falco
(Dirigente Nazionale Cia)

Martedì 8 Aprile ore 20,30
Presso il Comitato Elettorale Corso Umberto N°45 Ribera

Convegno: Lavoro, redditi e precarietà. Ambiente, sicurezza e legalità. Pace, equità sociale e pari dignità

Interverranno:
On. Claudio Fava
(Parlamentare Europeo PSE e Capolista al Senato della Sinistra Arcobaleno in Sicilia)
On. Nenè Mangiacavallo (Designato Assessore Regionale alla Sanità dalla candidata Anna Finocchiaro)
Giovanni Caruana
(Candidato All’ARS)

Spot

Con Rita Borsellino a Ribera

Rita Borsellino sarà a Ribera  Sabato 29 marzo alle ore 12.30 all’inaugurazione del nuovo comitato elettorale di Giovanni Caruana, sito in Corso Umberto I di fronte il Re Umberto Cafè

 

 

Lettera agli elettori

Gentile  elettrice,  caro elettore 

Lo scioglimento del partito dei D.S., la collocazione al centro del partito democratico, la necessità della presenza di una forza di sinistra capace di tutelare le fasce sociali più deboli, dei giovani, dei disoccupati, degli anziani, la grave  crisi economica del nostro territorio e dell’agricoltura  mi  hanno  portato  a  candidarmi  con  “RITA BORSELLINO – LA SINISTRA  L’ARCOBALENO“ .

In tutta la mia vita politica (prima nel partito comunista, poi nel PDS e nei DS sino al suo scioglimento) mi sono battuto nell’interesse dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei pensionati, dei contadini per questo sono rimasto un uomo di SINISTRA e non ho aderito al PD. Tutti sappiamo che in Italia i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri più poveri,  l’economia va male ed in Sicilia va peggio. 

 I cittadini stanno perdendo fiducia nelle istituzioni e nella politica. Cosa hanno fatto i deputati della nostra zona per i lavoratori? Per i contadini? Contro la disoccupazione? Quali leggi in favore della popolazione?  Quali problemi  hanno risolto?  

La Sicilia, dopo 10 anni di governo Cuffaro, è la regione più povera d’Italia e la provincia di Agrigento ha il più alto tasso di emigrazione e la peggiore qualità della vita. 

Non possiamo essere rappresentati da  Cuffaro-Mannino-Lombardo(alleati con BOSSI)  che, con le loro scelte politiche ed economiche, hanno portato la Sicilia, la provincia di Agrigento e le nostre città alle soglie della disperazione.   Meritiamo  di  più !! 

Bisogna cambiare, scommettere sul futuro per ricostruire insieme con azioni credibili e serie. C’è bisogno di una SINISTRA FORTE ED UNITA attenta alla vita quotidiana delle persone, alla solidarietà, all’uguaglianza.   

E’ per questi motivi che i cittadini siciliani e della provincia di Agrigento devono essere rappresentati da persone che conoscono e condividono i loro problemi, solo con la presenza di uno di loro, un loro cittadino potranno fare sentire la loro  voce.       

LA SINISTRA –L’ARCOBALENO è impegnata nel realizzare riforme che permettano a tutti di avere sogni che si possono realizzare, ideali che si possono raggiungere.  La SINISTRA sa agire nell’interesse dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei pensionati, dei disoccupati, dei contadini. FAI UNA SCELTA DI PARTE   per la dignità e diritti nel lavoro,  per la sicurezza,  la lotta alla precarietà,  per migliori salari,  per la pace,  il disarmo, per l’abolizione dei ticket sanitari ed il diritto alla salute, per una lotta efficace contro la mafia, 

Fai una scelta di sinistra,   scegli “RITA BORSELLINO – LA SINISTRA  L’ARCOBALENO“ . 

Giovanni Caruana

Intervista dal settimanale “Momenti di vita locale”

Candidati riberesi alle regionali: Giovanni Caruana

E’ un politico e sindacalista  di razza Giovanni Caruana, e i caratteri genetici non possono venirgli che dallo zio Girolamo Scaturro, ex deputato regionale comunista, ex presidente regionale  dell’Alleanza Contadini. Emulo dello zio, faceva politica con i pantaloni corti anche tra i banchi di scuola e a quindici anni,  nel 1966,  era già segretario della FIGC (Federazione Italiana Giovani Comunisti) di Ribera. Oggi che quel  partito comunista non c’è più,  milita nella Sinistra Democratica ed è candidato all’Assemblea regionale nella lista della Sinistra Arcobaleno.

57 anni, primo di tre fratelli, sposato, due figli ( uno è consigliere comunale, l’altro iscritto alla facoltà di Agraria ), diploma di geometra all’ITCG “Giovanni XXIII” di Ribera, otto mesi  alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo (superati tre esami), Giovanni Caruana,  per l’esperienza maturata e il ruolo che occupa nella Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), è un profondo conoscitore dei problemi economici e sindacali dell’agricoltura  agrigentina. Una maturazione che è avvenuta negli anni. Subito dopo il diploma, infatti, come rappresentante politico del Pci  è stato nominato responsabile della sezione  di Sciacca  dell’Alleanza Nazionale Contadini (antenata della Cia). Nel 1981 rientra a Ribera per  promuovere la sezione locale a sezione di zona, che comprende un terzo della provincia (i paesi dell’entroterra   fino a Cammarata). Rimasto sempre nell’organizzazione con varie responsabilità, oggi  è uno dei tre componenti della presidenza  provinciale della Cia, con la qualifica di responsabile dei settori produttivi ed economici,  e direttore della CIPAAT,  l’ente di formazione professionale della confederazione.  In questa qualità  ha partecipato alla costituzione di varie associazioni agricole come Apaoa, Coa, Associazione ulivicoltori.

 Non si può dire che difettino di organizzazione gli agricoltori, eppure le cose per loro vanno sempre peggio. «E’ questa la ragione della mia discesa in campo.  Nasce dalla difficoltà delle organizzazioni professionali  agricole a incidere nella soluzione dei problemi della categoria.»

Che sono determinati essenzialmente…«Dalla globalizzazione,  che coinvolge negativamente  la nostra economia e dai due fattori di crisi dell’agricoltura: l’alto costo di produzione e la carenza strutturale della categoria».

Cosa intende per “carenza strutturale”? «La polverizzazione delle aziende (non sono da definire tali dal punto di vista economico la gran parte di esse), la loro scarsa aggregazione e l’eccessiva lunghezza   della filiera. Se consideriamo che la produzione incide nel prezzo finale del prodotto agricolo per  meno del 20%,  ci rendiamo conto che la parte spettante a chi produce e lavora per un anno è irrisoria,  di fronte poi al costo pesante che deve sostenere il  consumatore.»

Quali sono, dunque, gli altri costi che concorrono al prezzo finale? «Per ogni passaggio c’è un ricarico, poi c’è il costo di selezione, pulitura, confezionamento e trasporto.»

In che modo la politica può attivarsi in favore dell’agricoltura?«Cominciando ad occuparsene; se leggiamo  i programmi dei grossi partiti nazionali, ci accorgiamo che dedicano una scarsissima attenzione ai problemi del’agricoltura. Gli altri  temi sono nobili,  senza dubbio: dal precariato al costo della sanità e allo stesso costo della politica,  ma poca attenzione è dedicata all’agricoltura. Io in questa campagna elettorale coinvolgerò gli esponenti di maggior rilievo della Sinistra Arcobaleno con iniziative a carattere provinciale e regionale per portare  al centro dell’attenzione  l’agricoltura meridionale e agrigentina in particolare.»

E attraverso quali percorsi la politica può incidere in un vero cambiamento?«Oggi un’azienda di cinque ettari, con la sua produzione lorda vendibile,  porta a casa qualcosa come 12-13 mila euro.   A conti fatti,  una famiglia di agricoltori che assicura marito e moglie, deve versare allo stato il 50% del proprio ricavato per oneri previdenziali. Che cosa le resta per sopravvivere?»

Forse la risposta è che sono rimasti pochissimi agricoltori puri, in un modo o nell’altro  entrano  nelle loro famiglie  altri redditi.«Ecco il punto! Bisogna guardare a una sana politica di riordino aziendale per costruire aziende agricole che si possano chiamare tali»

Con quali strumenti?«Contributi ed esoneri fiscali in favore di accorpamenti di aziende, mutui a lunga scadenza per l’acquisto di terreni che le rendano competitive. Così come si fa per l’industria,  bisogna prendere di petto i problemi veri del settore agricolo per un processo di rimessa in moto di una macchina che oggi è ferma. Se guardiamo i dati sull’occupazione dell’ultimo trimestre 2007, mentre   nel resto d’Italia è salita dell’1,86%, in Sicilia è diminuita dell’1% e in agricoltura abbiamo perduto  36 mila posti di lavoro. I lavoratori vanno via!»

I contributi per accorpare o ingrandire le aziende non ci sono già? Come hanno fatto le grosse  aziende del nord, come  Mezzacorona, a comprare feudi di vigneti? «Oggi non c’è niente. Quando vengono i capitalisti del nord comprano con i loro soldi.»

C’è, dunque, una convenienza a investire in agricoltura.«Chi è in condizione di chiudere in modo autonomo la filiera riesce a ottenere successi. Ci sono aziende con queste caratteristiche che riescono a vendere vini di gran pregio ad almeno 10 euro alla bottiglia. Sul fronte opposto troviamo gli agricoltori imbestialiti per l’uva  pagata a 18 centesimi al chilo, cifra in valore assoluto inferiore a quanto si percepiva nell’epoca d’oro delle cantine riberesi,  quando per il conferimento si ottenevano 350 lire al kg,  con costi di produzione  pari a un decimo di oggi. Lo stesso dicasi per le arance.»

Voi della Sinistra Arcobaleno non vi sentite soffocati, in queste elezioni, dalla presenza di due grosse formazioni politiche come il Pd e il Pdl?«Questa campagna elettorale  è  il primo momento di confronto con la società per la costituzione del partito della Sinistra Arcobaleno,  che aspira a diventare la prima forza politica realmente di sinistra, per  una scelta di parte che rappresenti  il mondo del lavoro,  dei bisogni sociali,  le difficoltà di chi a 40 anni è ancora precario senza essere accettato dal sistema economico e  bancario italiano. La scelta di chi pensa che questa società possa essere ancora cambiata.»

Lei pensa concretamente di potere essere eletto all’assemblea regionale, o considera la sua candidatura di servizio, di testimonianza? «Sicuramente la Sinistra Arcobaleno avrà la sua rappresentanza parlamentare, perché nelle due province di Palermo e Catania  dovrebbe  avere il quoziente pieno. Subito dopo viene Agrigento. In caso di vittoria di Raffaele Lombardo, della quota spettante alla minoranza 4 o 5 parlamentari dovrebbero spettare alla  Sinistra Arcobaleno.  Se da Ribera verrà fuori  una mia buona affermazione, considerate le  conoscenze che ho in tutta la provincia per il mio ruolo all’interno della Cia,  ho  buone possibilità di entrare all’Ars.  Cosa che sarà ancor più realizzabile – come speriamo  – in caso di una forte  affermazione della Finocchiaro,  perché col premio di maggioranza ci spetterebbero  almeno sette parlamentari regionali.» 

di Franco Mascarella


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Giovanni Caruana, Nenè Mangiacavallo, Franco Gulino e Michele Triolo parlano agli elettori

Giovanni Caruana, Nenè Mangiacavallo, Franco Gulino e Michele Triolo parlano agli elettori

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Giovanni Caruana, Nenè Mangiacavallo, Franco Gulino e Michele Triolo parlano agli elettori

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